Contenziosi arbitrali. Si può evitare di coinvolgere un avvocato?
In Russia gli imprenditori e gli uomini d’affari lavorano con contratti, in un’atmosfera di rischi ed eterna burocrazia praticamente ogni giorno. Per il business non è semplice: purtroppo questa è una caratteristica tipica.
In alcuni casi il business, o a essere più precisi i rischi di attività imprenditoriale, possono portare a contenziosi e il contenzioso può portare a un vero e proprio processo giudiziario.
In questo articolo, parliamo dei contenziosi arbitrali e se l’imprenditore può difendere i propri diritti autonomamente, senza ricorrere all’aiuto di un legale.
Il processo d’arbitrato è un processo legale nel quale le parti, di norma, sono soggetti economici (imprenditori individuali e persone giuridiche).
I contenziosi più frequenti nel tribunale d’arbitrato sono i contenziosi per la riscossione dei debiti; contenziosi che derivano dall’esecuzione e dallo scioglimento dei contratti; dalla bancarotta societaria.
Il processo d’arbitrato si differenzia dal processo civile. Riportiamo alcune differenze:
- Processo giudiziario “cartaceo”: il processo d’arbitrato è di fatto basato su prove scritte, a differenza del processo civile dove spesso si tratta di spiegazioni orali, testimonianze, etc.
- Maggiore prevedibilità dell’opinione interna del giudice nel processo di arbitrato, proprio perché il processo è più “cartaceo”, rispetto ai tribunali di ordinaria giurisdizione.
- Azioni del giudice più limitate nel processo d’arbitrato, perché si presuppone che i partecipanti al processo giudiziario siano professionisti del mercato. Ad esempio, la corte non può sforare i limiti delle pretese giudiziarie, riducendo autonomamente l’importo della penale. Mentre nel processo civile le corti lo fanno spesso.
Rispondendo alla domanda: può un imprenditore evitare di ricorrere a un legale in un contenzioso arbitrale? Sì, ma in determinate circostanze:
- desiderio di districarsi nella legge e nella pratica giudiziaria nella categoria del contenzioso in corso;
- disponibilità di tempo per preparare la posizione giuridica, redigere i documenti processuali, inviarli alle persone competenti e partecipare alle udienze giudiziarie;
- certezza del fatto che il contenzioso non è “complesso” (comprenderlo senza un legale è piuttosto difficile);
- comprensione totale di tutti i rischi della gestione autonoma della causa, tenendo conto del fatto che l’imprenditore molto spesso non è un legale professionista.
Errore frequente partendo dalla pratica: Un imprenditore partecipa autonomamente al processo d’arbitrato a un tribunale di prima istanza. Al termine dell’udienza, la corte rifiuta le pretese giudiziarie. La causa inizialmente appariva vincente, se l’imprenditore avesse allegato tutti i documenti necessari in suo possesso, ma per qualche motivo ha deciso di non farlo.
L’imprenditore, una volta perso, ha deciso di finirla con l’autonomia e affidare la pratica a un legale, affinché deponga l’istanza d’appello.
Tuttavia i legali in questa situazione si troveranno molto più in difficoltà a gestire la causa, perché di norma il tribunale della Corte d’appello non accetta nuove prove.
Capita anche il contrario: un imprenditore ha allegato i documenti ai materiali della causa, ma era assolutamente vietato allegarli.
Conclusione: se volete affrontare le battaglie legali in solitaria, senza totale assistenza di un legale, minimizzate i rischi: inviate a un legale i documenti e prendete un appuntamento per una consulenza per determinare la posizione giuridica nell’ambito della causa o chiedetegli di redigere l’istanza.
Avete un business attivo e non avete tempo di occuparvi di contenziosi arbitrali?
Volete redigere un’istanza od ottenere la valutazione della vostra causa? Occorre eseguire una sentenza presso il Servizio Federale degli Ufficiali Giudiziari? Contattateci, vi aiuteremo noi!
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